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Elenco Punti di Interesse
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Venezia
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Venezia
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VENEZIA non nasce dal nulla, non è miracolosamente sbocciata dal mare come era stato sostenuto dai suoi stessi cronisti. Recenti ricerche archeologiche hanno invece ormai accertato una continuità di insediamenti lagunari che risale all'età romana. Ed è comunemente accettato che l'invasione longobarda del sec. VI abbia costretto popolazioni della "Venetia", di parte cioè della X Regio augustea, a trovare rifugio nelle isolette della laguna. Furono terre sempre dipendenti da Bisanzio, sulle quali nè Longobardi nè Franchi riuscirono mai a mettere piede, governate prima dai tribuni marittimi, poi da un funzionario unico, il duca o doge, all'inizio di nomina imperiale, ma che già nel sec. VIII era eletto dall'assemblea popolare. Fu la condizione ambientale anomala in cui sorse VENEZIA a salvaguardarla da quelle aspre lotte che per tutto l'alto medioevo dilaniarono fra loro le città della terraferma. Qui non c'e un nucleo centrale che genera la crescita, ma un insieme di nuclei costituito da ...
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BIBIONE
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BIBIONE
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Situata nell’Alto Adriatico, tra VENEZIA e Trieste, Bibione occupa l’estremo limite orientale della Regione Veneto. Risalente all’epoca romana, come testimoniano recenti scoperte archeologiche, Bibione si è sviluppata turisticamente a partire dagli anni ’60. Oggi è divenuta sinonimo di benessere e salute grazie all’apertura di un efficientissimo e già rinomato centro termale, riconosciuto dal Ministero della Sanità e convenzionato con il Servizio Nazionale, denominato “Bibione Thermae”: un richiamo alle antiche origini della località. “Spiaggia tuttaspiaggia”. Così viene comunemente denominato l’arenile di Bibione. Il motivo? Ce n’è più d’uno: l’ampiezza di una spiaggia che, arricchita da una folta macchia di pini marittimi, si allunga per otto chilometri in una penisola di sabbie finissime tra Adriatico e Valle Grande, dalla foce del Tagliamento al porto di Baseleghe; la profondità della proda sabbiosa varia da 250 metri a oltre 450 metri ed è perennemente esposta al sole, l’are ...
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Generale
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CAMPAGNA LUPIA
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CAMPAGNA LUPIA
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Il territorio del comune di Campagna Lupia, situato nella parte centro meridionale della provincia di VENEZIA, è costituito da due parti morfologicamente distinte: ad Ovest la parte abitata, costituita da terreni di origine alluvionale, ad Est le valli della laguna di VENEZIA. La storia di Campagna Lupia è legata a questa particolare morfologia determinata dal depositarsi delle alluvioni del Brenta che, dividendosi in numerosi rami, sfociava nella laguna. Numerose sono le tracce che testimoniano di una antica presenza umana. Accanto alle numerose tracce di insediamenti paleoveneti, in particolare bronzetti votivi, il reperto più interessante è costituito da una barca neolitica trovata a Lova nel 1893 ed esposta al Museo Archeologico di VENEZIA. I Veneti che abitarono queste terre, con arginature di fiumi e canalizzazioni, iniziarono l'opera di assestamento idrico e diedero vita ad alcuni villaggi legati a Padova. Questi villaggi di contadini e pescatori si svilupparono in epo ...
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CAMPOLONGO MAGGIORE
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CAMPOLONGO MAGGIORE
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L'origine civile di Campolongo Maggiore ha inizio con la storia della Saccisica che aveva come centro il paese di Corte (o Corte di Sacco) dal quale poi si staccò e sviluppò l'attuale centro di Piove di Sacco. Le contrade, per calamità naturali e per l'incuria degli uomini, nei secoli VI e VII d.c., erano rimaste quasi deserte e furono ripopolate in gran parte da gente longobarda. Molto probabilmente in questo territorio (la Saccisica) posto ai confini con i VENEZIAni i quali, fin da quei tempi, erano indipendenti dai re d'Italia, i longobardi avevano posto una colonia della loro gente per avere una maggior difesa e sicurezza contro eventuali incursioni. Ne è prova il fatto che quando il re Rotari (636) emanò disposizioni per i longobardi, permettendo però agli italiani di osservare la legge romana, quasi tutti gli abitanti della Saccisica osservarono la legge longobarda, mentre ad esempio quelli di Monselice la osservarono solo a metà. Questa teoria è confermata da due documenti; ...
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CAORLE
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CAORLE
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Fondata almeno duemila anni fa, come testimonia lo storico VENEZIAno Trino Bottani (1811) quando afferma che la flotta romana vi stazionava “prima degli anni di Cristo 238” e come dimostrano i molti reperti di epoca romana rinvenuti nel suo terrritorio e in fondo al mare, Caorle costituisce un esempio atipico di spiaggia nel contesto dell’Alto Adriatico. E’ infatti prima di tutto una città: per cultura, storia e tradizione… “La VENEZIA in miniatura”. Questo il nome con il quale Caorle è spesso definita. E l’appellativo non poteva essere più azzeccato dal momento che la presenza di calli grandi e piccole, di campanili e di campielli soleggiati dove si affacciano case affrescate con i brillanti colori della tradizione VENEZIAna, non possono che riportare immediatamente alla memoria le forme della città più amata nel mondo. Perdendosi tra calli e callette, si capita come d’incanto – perché Caorle è davvero una città magica – nel centro storico del borgo marinaro. Di tradizione pes ...
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CAVARZERE
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CAVARZERE
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Preziosi esemplari d'amuleti, utensili, armi e anfore, emersi dal suolo durante scavi occasionali e ora custoditi nei musei di Este e di Adria, attestano che qui gli Etruschi e poi i Romani espressero le loro civiltà. Infatti si ritiene che Cavarzere sia stato un avamposto, forse fortificato. degli Etruschi di Adria e poi un centro romano, posto al limite delle arginature delle "Fossiones Philistinae", vicinissime alle acque dell'Adige che allora scorrevano più a Nord; una ubicazione di cui deriverebbe la denominazione "Caput aggeris" o "Caputargilis" donde in dialetto "Cadoarzere" e in italiano "Cavarzere". Con le invasioni barbariche e specie con il dilagare degli Unni (452), Cavarzere divenne uno dei rifugi delle genti Venete ed in particolare dei padovani e degli abitanti di Este. Dagli inizi del XII secolo, Cavarzere fu retto da un podestà mandato da VENEZIA e scelto fra i patrizi VENEZIAni. Fino ai giorni nostri la storia di Cavarzere è data dal succedersi di dolorosi co ...
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CINTO CAOMAGGIORE
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CINTO CAOMAGGIORE
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Il toponimo “Cinto”, di evidente derivazione latina [quintus], non diversamente dagli altri toponimi di origine “numerale” che identificano alcune località poste nelle immediate adiacenze, Sesto [al Reghena], Settimo, è direttamente riconducibile all'esistenza di un cippo lapideo che segnalava la distanza di cinque miglia dalla Concordia misurate lungo una strada romana che doveva transitare nelle vicinanze dell’attuale centro abitato. Nei documenti compare per la prima volta nel 1192 ed è strettamente associato alla natura boscosa del territorio circostante. L’aggiunta “Caomaggiore” è diretta conseguenza del R.D. 21 luglio 1867, n. 3.827. Al momento della caduta della Repubblica di VENEZIA. la comunità di Cinto, che conta con i borghi annessi, Ronco dei Gesuati, Bosco del Forestier e Bosco di San Biagio, 870 abitanti, gode della qualificazione giuridica di “villa” ed è sottoposta alla giurisdizione civile della Meduna, nell’ambito della Patria del Friuli. Il Repertorio ...
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CHIOGGIA
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CHIOGGIA
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La bicicletta sembra essere il mezzo ideale per visitare in lungo e in largo una città che riserva ad ogni angolo straordinarie sorprese. A partire dalla particolarissima struttura urbanistica a spina di pesce che la divide in tre pittoreschi canali (Lombardo a ovest, Vena al centro, San Domenico ad est) nei quali si riflettono case e ponti e si muovono variopinte imbarcazioni. E poi c’è l’incanto delle calli, tutte allineate, con le abitazioni anguste, dai tipici camini, protese all’infuori alla ricerca di uno spazio comune. Tutti luoghi di conversazione, di lavoro e di giochi magistralmente raccontati da Goldoni nelle “Baruffe chiozzote” e da Comisso. Di tanto in tanto qualche spazio più ampio come i campielli (Campo S.Caterina), le piazzette (quella di Vigo, del Granaio, dello stendardo, del Duomo, del “Sagraeto”, ecc) e la piazza per eccellenza di Chioggia, ossia Corso del Popolo, signorile e solare, che Malaparte definì “un grande caffè”, sempre piena di gente, con i suoi splendid ...
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CONCORDIA SAGITTARIA
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CONCORDIA SAGITTARIA
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La più antica testimonianza di vita, nella stessa Concordia, risale al V sec. a.C., ed è costituita da un fondo di capanna in argilla, su cui sono stati rinvenuti resti di ceramica tipicamente paleoveneta. Recentemente sono state rinvenute ulteriori tracce di insediamenti paleoveneti, popolazioni vissute nel nord Italia attorno al IX - I sec. a.C. La città di Julia Concordia (sagittaria è solo un'aggiunta del secolo scorso per ricordare la fabbrica di frecce) fu fondata nel 42 a.C. circa, durante il secondo triunvirato, in una regione dove, da secoli, era in atto la penetrazione romana. Le finalità che spinsero i Triunviri a fondare la città si possono riassumere nella necessità di dare una sistemazione ai veterani delle guerre e di creare un baluardi difensivo sul confine orientale all'incrocio di due importanti strade: la via Annia e la via Postumia. Concordia partecipò attivamente alla vita dell'impero e fu coinvolta, a partire dal III sec. d.C. nelle guerre per contrastar ...
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DOLO
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DOLO
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Con la caduta dell'impero di Bisanzio cambiarono gli equilibri in Oriente. Si affermò la potenza turca. Il commercio VENEZIAno, a causa della nuova concorrenza e dei rischi derivanti dalla pirateria, richiese sempre più l'appoggio e la garanzia di proprietà immobiliari. Aumentò, perciò, l'investimento fondiario. Una nuova attenzione verso la terraferma fu sollecitata anche dalla sconfitta VENEZIAna ad Agnadello (1509) ad opera della Lega di Cambrai. La sconfitta rese evidente la necessità di garantire la salvaguardia delle province interne fortificando le loro città, di riorganizzare la loro amministrazione, di valorizzare i territori, di rendere sempre più funzionali le vie terrestri e fluviali. Da non dimenticare, poi, l'apertura dei mercati occidentali, le rotte commerciali con il Nuovo Mondo, che obbligarono VENEZIA a rivedere gradualmente la sua politica economica. E' in questo contesto che nasce e si sviluppa la civiltà delle ville in terraferma e si inquadra la storia di Dolo. V ...
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ERACLEA MARE
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ERACLEA MARE
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Superato l’estuario del Piave, appare Eraclea Mare. Immersa nel verde brillante di un’antica pineta, gode di un clima particolarmente salubre in tutte le stagioni, specie d’estate quando l’aria odorosa di resina dei pini, viene rinfrescata da una leggera brezza proveniente dal mare… Oltre la pineta si apre, ampia e luminosa, una spiaggia caratterizzata qua e là da piccole dune ricoperte di tamerici che formano un suggestivo cordone che corre, ininterrotto, per tre chilometri, parallelamente alla spiaggia stessa. Uno straordinario incontro e fusione di colori e forme naturali: il rosa delicato dei grappoli di fiori che scendono a cascata dalle piante arbustive tipiche della macchia mediterranea, l’oro di una sabbia finissima e rilucente, il verde intenso di una ricchissima vegetazione che si espande generosa verso il mare. Una singolare mescolanza vitale che dà origine a nuove e sorprendenti sfumature di colore. Un’area di grande interesse naturalistico. Un luogo ideale per il relax ...
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GRUARO
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GRUARO
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Il toponimo trae origine dalla preesistente situazione geofitologica riferentesi alla boscaglia intervallata da spazi acquitrinosi, habitat ideale per le gru che fanno bella mostra nell’araldica municipale. Reperti celtici e romani sono stati rinvenuti a più riprese nel territorio comunale, ma la costituzione di un agglomerato urbano avviene nel corso del X secolo attorno al castello difensivo voluto dagli abati di Sesto, dal 762 padroni del territorio, per contrastare le incursioni degli Ungheri. Il castello, di cui oggi non rimane traccia se non nel cinquecentesco dipinto della facciata della Chiesa di S.Giusto, venne infeudato ai nobili Attimis che, con alterne vicende, lo tennero fino al XVII secolo, perpetuando di fatto il sistema feudale fondato sul lavoro della terra che produceva tanto per chi la dissodava quanto per chi curava lo spirito e per chi la difendeva con la spada. La storia di Gruaro fino al 1700 è prevalentemente scritta nelle pergamene abbaziali come un’infinita te ...
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LIDO DI JESOLO
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LIDO DI JESOLO
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Per la sua ampia e straordinaria varietà di proposte di svago e passatempo, unita ad una notevole disponibilità di strutture e servizi di ogni tipo e per ogni possibilità, la spiaggia di Jesolo è una delle più frequentate d’Italia e, al tempo stesso, una delle più amate in tutto il mondo fin dai primi anni del secolo… Quindici chilometri di sabbia morbida e finissima dal caratteristico colore ambrato dovuto all’origine dolomitica, si allungano tra il fiume Sile e il Piave. A dare ritmo e movimento a questa ampia distesa i caratteristici moli frangiflutti che si gettano nel mare con una sorta di regolarità. Le cabine ordinate in fondo alla spiaggia, le scacchiere degli ombrelloni disposti in file negli innumerevoli segmenti dell’infinito arenile e i variopinti “baretti” che si materializzano come miraggi sotto il sole ad una giusta distanza l’uno dall’altro in modo da servire il proprio tratto di arenile, offrono fin da subito al turista l’idea di un luogo perfettamente organizzato ...
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LIDO DI VENEZIA
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LIDO DI VENEZIA
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Striscia allungata di sabbia, dune ed erbe salmastre, difesa e porto di VENEZIA, culla della nascita del suo dogado, nel nucleo silente di Malamocco, da sempre e per sempre legata al destino di una città che non ha paragoni al mondo. Questo era il Lido prima della sua trasformazione in luogo elegante e mondano, meta di teste coronate e nobiltà europee di fine secolo sempre alla ricerca di sofisticate e decadenti atmosfere… Il Lido, la maggiore della lunga serie di strisce sabbiose che separa la laguna dall’Adriatico, è un’isola di dodici chilometri fatti di grandi e ventilati arenili liberi che la caratterizzano come la località balneare meno affollata di tutto l’Alto Adriatico. La spiaggia, particolarmente curata e molto apprezzata per la qualità della sabbia e l’atmosfera che domina le miti giornate della primavera e del celebre settembre, è attrezzata con le tipiche capannine numerate. Tali caratteristiche costruzioni limitano l’afflusso dei bagnanti e garantiscono ai suoi ospit ...
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MARCON
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MARCON
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Nel secolo scorso la gestione del territorio e la burocrazia municipale, prima napoleonica e poi austriaca, non richiedevano per i piccoli comuni come Marcon, grandi apparati gestionali né spese per la conservazione degli atti. Tre deputati come amministratori pubblici, eletti dai pochi possidenti del luogo, un segretario (agente comunale) e un cursore erano sufficienti per tale gestione. Considerato poi che registrare l'anagrafe civile era compito del parroco, per conservare le poche carte pubbliche erano sufficienti uno scaffale e un tavolo in un locale limitato. Così a Marcon, fino alla Grande Guerra, anche dopo quindi l'annessione al Regno d’Italia, il municipio era ospitato nella casa del Segretario Comunale, situata in via Alta a qualche centinaio di metri dal Colmello. Nei primi anni venti venne riadattata a sede municipale una vecchia palazzina che era servita come alloggio per i militari durante la guerra e si trovava di fronte alla casa del primo funzionario del Comune. Anche ...
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MARTELLAGO
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MARTELLAGO
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Martellago ha avuto un insediamento, vista la sua posizione vicino al fiume Dese, sin dall'epoca paleoveneta, ma è solo in epoca romana che appare documentabile la presenza umana in loco. Questo grazie a reperti archeologici come monete, una medaglia, una lampada funeraria e di recente un bel pozzo circolare. L'insediamento sarebbe stato compreso nel territorio dell'Agro Altinate. Durante le invasioni barbariche sembra che l'antico villaggio romano sia stato completamente distrutto. L'attuale, ricostruito poco più a sud, risale all'alto Medioevo e le sue origini sono legate alla strada Castellana su cui si sviluppava specialmente dai valichi da cui scendevano gli imperatori e per questo chiamata "imperiale". Il primo documento è una donazione ricevuto il 29 aprile 1085 dal monastero di Sant'Eufemia per una proprietà tra cui tre "masserizie" ed un bosco in Martellago. Successivamente fu castello della Marca Trevigiana appartenente alla famiglia dei Martellaci, dai quali sembra deri ...
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MEOLO
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MEOLO
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Tra il Sile ed il Piave, lungo il fiume omonimo, c'é Meolo, antico dosso (Medulum) di terre emerse tra paludi ormai scomparse. Le recenti scoperte archeologiche nel territorio comunale dimostrerebbero che Meolo fu dimora dell'uomo già nell'ormai lontanissimo periodo mesolitico, con testimonianze di successive presenze durante il neolitico e l'epoca paleoveneta (Centro di documentazione G. Pavanello). E' però da ritenersi che il centro urbano abbia cominciato a divenir villaggio solo allorchè i patriarchi di Aquileia ne presero possesso, a seguito di una concessione di Berengario (995), e vi costruirono i castelli di Medadis e di Medolo. Ezzelino da Romano lo ottenne in feudo dai patriarchi per cui il paese fu soggetto a quel casato fino alla sua estinzione (1260). La signoria su Meolo passò quindi al comune di Treviso, nonostante le rimostranze dei patriarchi aquileiesi che, constatata l'impossibilità del recupero, rinunciarono ai loro diritti. La soggezione a Treviso coinvolse Meolo n ...
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MIRANO
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MIRANO
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Le origini di Mirano affondano nella storia più lontana. Il nome Mirano, anticamente Miranum, deriva molto probabilmente da mira o specola; i Romani vi dovevano tenere un osservatorio militare, come nel vicino paese di Mira, a salvaguardia del territorio bonificato e reso fertile entro la strutturazione viabile del "graticolato". Viene così chiamato quel grande sistema di appoderamento romano che si estendeva in una vasta porzione di territorio a NE della grande Patavium. Ancora oggi è facilmente riconoscibile e chiunque si trovi a percorrere le strade dei Comuni di Mirano, Santa Maria di Sala, Borgoricco e Camposampiero rimane impressionato dalla regolarità sia del tracciato viario, con strade che s'incrociano ad angolo retto, che della suddivisione della superficie agraria. Si trattava di un grande ager suddiviso in centuriae quadrate di 710.40 metri, pari a 2400 piedi romani. Dipendeva giurisdizionalmente dal Municipium di Padova, una tra le più fiorenti città dell'impero Romano. Pr ...
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NOALE
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NOALE
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Il territorio di Noale anticamente era paludoso con folti boschi ed acque vaganti. Lo confermano anche i frequenti nomi, ancora in uso, di Valli e Ronchi. La mano dell'uomo incanalando le acque, prosciugando, abbattendo le boscaglie, in una parola bonificando, ha trasformato e ridotto tali terreni incolti a nuove terre coltivate. Ed un luogo di queste, più elevato e più propizio, sarà stato scelto per le loro abitazioni dai lavoratori di quella lontana epoca, al quale avran dato il nome di: Novalis, (dandone poi, Anovalis, Novalium, Anovalium, Anoalis, Anoale, Novale, Noale), traendolo appunto dalle nuove terre redente dagli acquitrini ed a ricordo di loro fatiche. Quando ciò sia avvenuto non è dato saperlo. Si vuole che San Prosdocimo, inviato da San Pietro stesso ad evangelizzare le regioni Nord-orientali Venete, nel passare da Padova verso Treviso ed Altino, abbia catechizzato e battezzato gli abitanti dei luoghi situati lungo le strade percorse, e perciò anche Noale per la sua ubic ...
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PIANIGA
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PIANIGA
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Pianiga è un centro attivo e vivace, abbellito da moderne costruzioni ed interessanti monumenti: fra questi ultimi spicca il principale edificio religioso del territorio, la Chiesa Parrocchiale dedicata al Santo Vescovo Martino di Tours. I più antichi documenti che ne fanno menzione risalgono al XII secolo ma si ritiene che l'edificio preesistesse almeno fin dall'Alto Medioevo e la struttura originaria fosse paleocristiana. La chiesa attuale è romanica, pur con notevoli influssi gotici, e conserva nelle sue linee fondamentali l'aspetto risalente al XIII secolo, pur dopo le numerose ristrutturazioni ed ampliamenti condotti nel corso dei secoli. La facciata è molto semplice ed elegante, rivestita di mattonelle in cotto di Treviso ed abbellita da un portico esterno sostenuto da due colonne di pietra; sotto il portico la lunetta sovrastante il portale è ornata da un affresco rappresentante San Martino nell'atto di dividere il proprio mantello con il povero. All'interno, sulle pareti, si no ...
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Punti di Interesse Correlati
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Ancona
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Ancona
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La splendida insenatura di Ancona compresa tra i colli Guasco e Astagno è veramente un panorama indimenticabile. La presenza di un attrezzato porto, aperto soprattutto verso l’Oriente, permea questa città di un carattere ferrigno, sbrigativo, ma al fondo civile. Insieme all’aeroporto di Falconara, il porto è l’infrastruttura più notevole sul piano turistico della intera regione. La storia della città è piena di avventure, di lotte, di fierezza. Basti dire dell’eroina Stamina che, nel corso di un assedio, uscì dalle mura per incendiare le macchine da guerra del nemico (XII sec.). La città fu fondata dai siracusani nel IV secolo a.C., conobbe secoli bui dopo la caduta dell’Impero romano, entrò nella Pentapoli marittima bizantina, fu oggetto di incursioni barbariche, si organizzò in libero Comune, sostenne eroicamente assalti nel XII secolo da Federico Barbarossa e dalla flotta di VENEZIA. Restò in lotta con la Serenissima nei secoli successivi. Presa a tradimento dai Malatesta nel 1348, ...
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Belluno
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Belluno
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Belluno, nome di origine celtica che significa città luminosa, splendente, sorge su un promontorio situato nei pressi della confluenza del torrente Ardo nel fiume Piave, in una splendida cornice costituita dalle Dolomiti a nord e dalle Prealpi Venete a Sud. Una città a misura d’uomo situata in una valle ancora incontaminata, una città che dista pochi minuti da sentieri e boschi che riservano sempre nuovi impressioni e sorprese. Un luogo, dunque, per usare le parole dello scrittore bellunese, Dino Buzzati, che possiede una personalità speciale che gli dà un incanto straordinario ma di cui pochi per la verità si accorgono, dove si fondono il mondo di VENEZIA (con la sua serenità, la classica armonia delle linee, la raffinatezza antica, il marchio delle sue architetture inconfondibili) e il mondo del Nord (con le montagne misteriose, i lunghi inverni, le favole, gli spiriti delle spelonche e delle selve, quel senso intraducibile di lontananza, solitudine e leggenda). Fondata dai p ...
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Bologna
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Bologna
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Bologna, capoluogo dell’Emilia Romagna, è una città unica. Irripetibile. Punto d’incontro di varie civiltà, l’antica Bononia romana – erede dell’etrusca Felsina poi occupata dalle tribù celtiche dei Galli Boi – come la Bologna medievale, rinascimentale e moderna, è sempre stata la culla di fermenti intellettuali artistici e scientifici. Già in epoca romana – quando era annoverata fra le cinque ‘opulentissime’ città d’Italia – venne definita dal poeta Marziale Culta Bononia, ossia, con quasi mille anni d’anticipo, con lo stesso attributo di ‘Bologna la dotta’, risalente al Medio Evo e tuttora famoso. E questo grazie alla presenza del glorioso Studio, la più antica università europea, fiorita attorno al 1088, al cui prestigio internazionale contribuirono insigni maestri del diritto e di altre discipline. La loro fama richiamò a Bologna migliaia di studenti da ogni nazione, tra cui futuri papi e sovrani e nomi celebri come quelli di Thomas Becket, Dante, Boccaccio, Petrarca, Erasmo da Rot ...
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Forlì
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Forlì
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Sulla Via Emilia, al centro di una fertile zona agricola, Forlì è una delle principali città della Romagna. Il centro della città ha una struttura viaria medievale, ma con una fioritura di eleganti palazzi innalzati dal XVI al XVIII secolo, fra cui Palazzo Mangelli, ed altri che conservano forme rinascimentali e medievali come Palazzo Gaddi. Forlì (Forum Livii) prende il nome dalla gens Livia che pare abbia costituitoli primo nucleo della città. Nei secoli successivi, divenuta Comune ghibellino, sostenne con varia fortuna, lotte contro Faenza, VENEZIA, Bologna, Firenze ed il Papato. Nelle lotte contro i Guelfi di Romagna assunse una parte non trascurabile ed atteggiamenti di fiera resistenza, come nel 1252 dopo la resa di Faenza a Federico II dopo la morte dell’imperatore. Sono da ricordare la vittoria dei forlivesi e dei ghibellini di Romagna, capitanati da Guido da Montefeltro, sui bolognesi e Malatesta di Verrucchio, al monte Procolo (1275); particolare rilievo storico assunse la v ...
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Padova
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Padova
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Più nota, forse, come città di S. Antonio, Padova è una delle maggiori città d'arte italiane, segnata da 3000 anni di storia. Sin dal IV sec. a.C. il più importante centro dei Veneti, Patavium divenne una delle più prospere città dell'impero romano. Di essa restano, purtroppo, solo i ruderi del grande anfiteatro, qualche ponte e le preziose testimonianze conservate nel Museo Civico. La città fu infatti rasa al suolo dai Longobardi nel 602. La ripresa fu molto lenta e fu guidata dal ruolo propulsivo del clero diocesano e dei benedettini di S.Giustina. Nel XII sec, Padova è libero comune: nei due secoli successivi conosce un rapido sviluppo e con la signoria dei Carraresi (1338-1405) raggiunge l'apice della sua potenza politica, estendendo il suo dominio su buona parte del Veneto centrale. È un periodo di straordinario fervore religioso, economico e culturale che ha lasciato segni indelebili sulla città : la cerchia muraria medievale, i grandi edifici civili e religiosi, prima t ...
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Città
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Generale
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Titolo
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Rovigo
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Città
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Rovigo
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Oscuri sono l'origine e il significato del nome "Rhodigium", menzionato per la prima volta in un documento ravennate del sec. IX, e altrettanto oscura è la nascita della località che fu certamente nel sec. X castello dei vescovi di Adria. L'allora temporaneo trasferimento della sede vescovile di Adria in un luogo fortificato contro le scorrerie ungare sembra aver contribuito alla formazione dell'abitato. La merlata torre Donà, una delle più alte torri medievali italiane, e una torre mozza, entrambe pendenti, sono quanto resta oggi del castello, costruito pare dal vescovo di Adria Paolo Cattaneo nel 920; sempre al tempo dei vescovi risale anche la torre di via Pighin che faceva parte della cinta muraria eretta dal vescovo Florio Cattaneo nel 1138. Poco più di mezzo secolo dopo, nel 1194, il duca di Ferrara Azzo VI d'Este prese possesso anche di Rovigo con il titolo di conte e da allora, salvo una parentesi padovana e una VENEZIAna, Rovigo rimase estense sino al 1482 quando si diede defi ...
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Città
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Generale
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Titolo
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Treviso
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Città
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Treviso
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Treviso è un territorio che come pochi altri ha saputo amalgamare il fascino di scenari naturali e di preziosi contesti storico-architettonici con una forte crescita industriale e terziaria che l’ha portato ad essere una delle aree economiche più competitive del nostro paese. Treviso sta vivendo un periodo felice come altri nella sua storia, ad esempio in epoca comunale quando divenne il centro più importante della cultura provenzale dell’Italia settentrionale. Treviso trasmette ottimismo in chi la visita, sprigiona quell’atmosfera di cordialità e di amicizia che colpiscono e quasi sempre fanno innamorare. Il senso di ospitalità dei suoi abitanti è ormai proverbiale. Treviso non esaurisce la sua carica attrattiva in un monumento simbolo. Il suo fascino è l’insieme. La città è percorsa da una miriade di corsi d’acqua che nascono da bolle di risorgive e si gettano nel Sile, il suo fiume, e che appaiono e scompaiono dentro il tessuto urbano, del quale costituiscono l’inconfo ...
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Generale
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Titolo
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Venezia
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Città
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Venezia
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VENEZIA non nasce dal nulla, non è miracolosamente sbocciata dal mare come era stato sostenuto dai suoi stessi cronisti. Recenti ricerche archeologiche hanno invece ormai accertato una continuità di insediamenti lagunari che risale all'età romana. Ed è comunemente accettato che l'invasione longobarda del sec. VI abbia costretto popolazioni della "Venetia", di parte cioè della X Regio augustea, a trovare rifugio nelle isolette della laguna. Furono terre sempre dipendenti da Bisanzio, sulle quali nè Longobardi nè Franchi riuscirono mai a mettere piede, governate prima dai tribuni marittimi, poi da un funzionario unico, il duca o doge, all'inizio di nomina imperiale, ma che già nel sec. VIII era eletto dall'assemblea popolare. Fu la condizione ambientale anomala in cui sorse VENEZIA a salvaguardarla da quelle aspre lotte che per tutto l'alto medioevo dilaniarono fra loro le città della terraferma. Qui non c'e un nucleo centrale che genera la crescita, ma un insieme di nuclei costituito da ...
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Città
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Generale
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Titolo
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Verona
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Verona
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Da sempre tappa obbligata dei grandi viaggiatori del passato,Verona occupa una posizione privilegiata nel panorama ideale delle grandi mete turistiche internazionali. “Conoscere Verona significa amarla”, scriveva un umanista del ‘500. E in effetti ci sono almeno tre buoni motivi per amare questa città. Innanzitutto perché è ricca di monumenti straordinari. Poi perché offre innumerevoli attrazioni. E infine perché ha dato i natali alla romantica e struggente storia di Giulietta e Romeo, cara agli innamorati di tutto il mondo. Scoprire Verona è sempre una sorpresa: nelle sue piazze e nelle sue vie, lungo il suo fiume e dall’alto dei suoi splendidi panorami, vi sentirete circondati da duemila anni di storia. Epoche lontane, stili diversi innumerevoli testimonianze della Verona di ieri sono tutt’uno con la Verona di oggi. Una città viva, protesa in avanti, ma custode attenta e premurosa del suo fiero passato. Verona sorge in epoca preistorica probabilmente presso l'attuale Ponte Pietr ...
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Città
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Generale
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Titolo
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COMACCHIO
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Città
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COMACCHIO
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La storia di Comacchio è legata all'evoluzione morfologica ed idrografica del territorio ed al progressivo avanzamento della linea costiera, dovuto agli apporti alluvionali del Po: questi fattori hanno profondamente influenzato la connotazione del paese. I primi insediamenti, non autoctoni, risalgono al VI sec. a. C., quando si stabilì una popolazione etrusca, fondando la città di Spina. All'epoca Comacchio non esisteva ancora e la linea di costa era a soli 3 km. Le forti influenze greche, dovute a contatti commerciali via mare, hanno fatto riscoprire numerosi manufatti ellenici, oltre che etruschi: ritenere Comacchio una diretta discendente della città greco-etrusca è tanto suggestivo, quanto leggendario. Dopo il declino di Spina nel III sec a. C., non ci sono testimonianze di abitati, fino all'età tardo-romana, alla quale risalgono alcune ville riscoperte nelle valli bonificate. Recentemente è stata rinvenuta a Valle Ponti un'imbarcazione romana, la Fortuna ...
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Generale
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Titolo
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CESENATICO
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Città
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CESENATICO
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Cesenatico ed il mare sono la stessa cosa. Lo raccontano le antiche e colorate vele del Museo della Marineria, pressoché unico in Italia, che salutano chi arriva e chi parte. Quelle vele, quelle antiche barche, quel porto che nel 1502 Leonardo Da Vinci, ‘architectho et ingegnero generale’ studiò e rilevò su incarico di Cesare Borgia (l’originale del disegno è custodito a Parigi nella Biblioteca Nazionale) sono sintesi e racconto di Cesenatico. Fonti storiche ed archeologiche (custodite nel museo annesso alla Biblioteca Comunale) segnalano un insediamento romano in questi luoghi. Cesenatico, in quanto tale, nasce nel 1302: la vicina Cesena ha bisogno d’un porto, per i suoi traffici, forse per intenzioni militari. Erano tempi duri. Tra alterne vicende Cesenatico si sviluppa soprattutto come porto peschereccio. Tramontato il dominio dei Borgia, la cittadina passò sotto lo Stato Pontificio. Non a caso la ‘saraghina’ (specie di pesce azzurro) in italiano è detta ‘papalina’ perché le gra ...
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Generale
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Titolo
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MELDOLA
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MELDOLA
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Dove oggi c’è il centro di Meldola c’era, in epoca tardo antica, una grande villa: campagne di scavo fanno accreditare l’ipotesi che si trattasse, vista anche la presenza di mosaici a sfondo acquatico, dell’importante residenza d’un alto funzionario di Teodorico, che agli inizi del VI secolo sovrintendeva al ripristino e alla cura dell’acquedotto di Traiano che, dal Bidente, portava l’acqua in pianura e a Ravenna. Per avere menzione di Meldola, in quanto tale, bisogna giungere all’anno 800 e 900 (cronache forlivesi del tempo) e poi alle cronache, dopo l’anno mille, che riguardano gli Arcivescovi di Ravenna, feudatari imperiali. Il medioevo vede Meldola contesa tra le signorie romagnole. Nel 1441 fu concessa in feudo a Malatesta Novello, signore di Cesena, che la circondò di mura e fortificò in Rocca l’antico castello. Per un breve periodo, agli inizi del 1500, Meldola appartenne alla Repubblica di VENEZIA. Bisogna giungere poi al 1882 perché a Meldola sia concesso il titolo di città, a ...
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Generale
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Titolo
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SISSA
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SISSA
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Paese della Bassa Parmense appoggiato al Taro ed adagiato sul Po. L’etimologia di Sissa non emerge da nessun ricordo storico, ma è probabile che sia legata a un fiume. Da qui il nome di ‘Scissa’ o ‘Sixia’. Sissa si affaccia alla storia, prima dei Comuni nel 1084. Piccolo feudo del Capitolo della Cattedrale di Parma, venne riconfermato in questo diritto e concesso dal figlio del Barbarossa, Enrico VI, in signoria alla Curia nel 1195, periodo in cui la Chiesa entrava in possesso di tutto il territorio della Bassa. Passò successivamente nelle mani della famiglia Terzi, che dominò con alterna fortuna sino agli estremi fulgori del Rinascimento. Tra i maggiori esponenti del casato spicca il grande Capitano di Gian Galeazzo Visconti, Ottobono Terzi, difensore di Parma agli albori del XV secolo contro la fazione guidata dai Rossi che minacciava la città. Sissa che non voleva piegarsi alle forze preponderanti dei Rossi fu messa a ferro e a fuoco in due terribili assalti avvenuti a un anno di di ...
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Generale
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Titolo
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CESENATICO
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CESENATICO
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Cesenatico ed il mare sono la stessa cosa. Lo raccontano le antiche e colorate vele del Museo della Marineria, pressoché unico in Italia, che salutano chi arriva e chi parte. Quelle vele, quelle antiche barche, quel porto che nel 1502 Leonardo Da Vinci, ‘architectho et ingegnero generale’ studiò e rilevò su incarico di Cesare Borgia (l’originale del disegno è custodito a Parigi nella Biblioteca Nazionale) sono sintesi e racconto di Cesenatico. Fonti storiche ed archeologiche (custodite nel museo annesso alla Biblioteca Comunale) segnalano un insediamento romano in questi luoghi. Cesenatico, in quanto tale, nasce nel 1302: la vicina Cesena ha bisogno d’un porto, per i suoi traffici, forse per intenzioni militari. Erano tempi duri. Tra alterne vicende Cesenatico si sviluppa soprattutto come porto peschereccio. Tramontato il dominio dei Borgia, la cittadina passò sotto lo Stato Pontificio. Non a caso la ‘saraghina’ (specie di pesce azzurro) in italiano è detta ‘papalina’ perché le grandi ...
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Generale
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Titolo
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MELDOLA
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MELDOLA
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Dove oggi c’è il centro di Meldola c’era, in epoca tardo antica, una grande villa: campagne di scavo fanno accreditare l’ipotesi che si trattasse, vista anche la presenza di mosaici a sfondo acquatico, dell’importante residenza d’un alto funzionario di Teodorico, che agli inizi del VI secolo sovrintendeva al ripristino e alla cura dell’acquedotto di Traiano che, dal Bidente, portava l’acqua in pianura e a Ravenna. Per avere menzione di Meldola, in quanto tale, bisogna giungere all’anno 800 e 900 (cronache forlivesi del tempo) e poi alle cronache, dopo l’anno mille, che riguardano gli Arcivescovi di Ravenna, feudatari imperiali. Il medioevo vede Meldola contesa tra le signorie romagnole. Nel 1441 fu concessa in feudo a Malatesta Novello, signore di Cesena, che la circondò di mura e fortificò in Rocca l’antico castello. Per un breve periodo, agli inizi del 1500, Meldola appartenne alla Repubblica di VENEZIA. Bisogna giungere poi al 1882 perché a Meldola sia concesso il titolo di città, a ...
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Città
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Generale
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Titolo
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AMANDOLA
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Città
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AMANDOLA
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Amandola è situata a 500 m s.l.m. sul versante sud orientale dei Monti Sibillini, in una splendida posizione panoramica. Adagiato sulla sommità di tre colli, l'abitato storico, risalente al 1250, è caratterizzato da solide strutture in cotto ed è ricco di monumenti di interesse architettonico. Il paese deve il suo nome alla pianta del mandorlo che un tempo doveva primeggiare nella zona. La Chiesa di S. Francesco (XIII-XV sec.) all'interno ha una navata unica che si apre di fronte all'abside da cui spicca l'imponente Cristo Re bizantino del XIII secolo, attraverso il presbiterio si accede al primo piano della torre. Nel Chiostro è ospitato il Museo della Civiltà Contadina che è suddiviso varie parti: il settore cantina in cui sono conservati solfatrici, tinozze, pigiatrici, ed un imponente torchio; il settore agricoltura con vari tipi di aratro, vanghe, falci, staffe, gioghi; il settore artigianale con un filarello in legno per fare corde e una panca per costruire i cerchi delle botti. ...
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Città
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Generale
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Titolo
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NARNI
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Città
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NARNI
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La Narni più antica e medievale sorge su un colle che domina, con una splendida vista, la pianura di Terni attraversata dal fiume Nera. Una Narni più moderna e industriale (Narni-Scalo) si è recentemente sviluppata nella pianura sottostante. L'agricoltura, l'artigianato ed il turismo non mancano di fornire risorse economiche al territorio. Narni, come molti Comuni dell'Umbria collocati in posizione di interesse economico o militare, ha dovuto subire, nel corso dei secoli, invasioni, occupazioni, saccheggi, lotte civili, distruzioni e ricostruzioni. Agli Umbri che fondarono Narni subentrarono i Romani che la conquistarono nel 299 a.C. e ne fecero un loro Municipio. Narni, alleata di Roma, vive un periodo di pace e prosperità sino alla caduta dell'Impero Romano. Nel 545 d. C., Narni viene assalita e distrutta dai Goti di Totila. Ai Goti subentrarono per breve tempo i Longobardi che inserirono Narni nel Ducato di Spoleto. Successivamente Narni entra a far parte del Ducato Romano, poi ...
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Generale
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Titolo
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BIBIONE
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Città
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BIBIONE
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Situata nell’Alto Adriatico, tra VENEZIA e Trieste, Bibione occupa l’estremo limite orientale della Regione Veneto. Risalente all’epoca romana, come testimoniano recenti scoperte archeologiche, Bibione si è sviluppata turisticamente a partire dagli anni ’60. Oggi è divenuta sinonimo di benessere e salute grazie all’apertura di un efficientissimo e già rinomato centro termale, riconosciuto dal Ministero della Sanità e convenzionato con il Servizio Nazionale, denominato “Bibione Thermae”: un richiamo alle antiche origini della località. “Spiaggia tuttaspiaggia”. Così viene comunemente denominato l’arenile di Bibione. Il motivo? Ce n’è più d’uno: l’ampiezza di una spiaggia che, arricchita da una folta macchia di pini marittimi, si allunga per otto chilometri in una penisola di sabbie finissime tra Adriatico e Valle Grande, dalla foce del Tagliamento al porto di Baseleghe; la profondità della proda sabbiosa varia da 250 metri a oltre 450 metri ed è perennemente esposta al sole, l’are ...
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Città
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Generale
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Titolo
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CAMPAGNA LUPIA
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Città
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CAMPAGNA LUPIA
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Il territorio del comune di Campagna Lupia, situato nella parte centro meridionale della provincia di VENEZIA, è costituito da due parti morfologicamente distinte: ad Ovest la parte abitata, costituita da terreni di origine alluvionale, ad Est le valli della laguna di VENEZIA. La storia di Campagna Lupia è legata a questa particolare morfologia determinata dal depositarsi delle alluvioni del Brenta che, dividendosi in numerosi rami, sfociava nella laguna. Numerose sono le tracce che testimoniano di una antica presenza umana. Accanto alle numerose tracce di insediamenti paleoveneti, in particolare bronzetti votivi, il reperto più interessante è costituito da una barca neolitica trovata a Lova nel 1893 ed esposta al Museo Archeologico di VENEZIA. I Veneti che abitarono queste terre, con arginature di fiumi e canalizzazioni, iniziarono l'opera di assestamento idrico e diedero vita ad alcuni villaggi legati a Padova. Questi villaggi di contadini e pescatori si svilupparono in epo ...
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Città
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Generale
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Titolo
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CAMPOLONGO MAGGIORE
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Città
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CAMPOLONGO MAGGIORE
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L'origine civile di Campolongo Maggiore ha inizio con la storia della Saccisica che aveva come centro il paese di Corte (o Corte di Sacco) dal quale poi si staccò e sviluppò l'attuale centro di Piove di Sacco. Le contrade, per calamità naturali e per l'incuria degli uomini, nei secoli VI e VII d.c., erano rimaste quasi deserte e furono ripopolate in gran parte da gente longobarda. Molto probabilmente in questo territorio (la Saccisica) posto ai confini con i VENEZIAni i quali, fin da quei tempi, erano indipendenti dai re d'Italia, i longobardi avevano posto una colonia della loro gente per avere una maggior difesa e sicurezza contro eventuali incursioni. Ne è prova il fatto che quando il re Rotari (636) emanò disposizioni per i longobardi, permettendo però agli italiani di osservare la legge romana, quasi tutti gli abitanti della Saccisica osservarono la legge longobarda, mentre ad esempio quelli di Monselice la osservarono solo a metà. Questa teoria è confermata da due documenti; ...
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Generale
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